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Nello stesso periodo in cui si affermò come Motor City (città del motore) e prima che fosse conosciuta come "Rock City", la Motown di Berry Gordy mise Detroit sulla mappa come città, etichetta discografica e sound. Un suono che, per la maggior parte dell'America, era la musica soul degli anni '60. Gordy, compositore talentuoso e produttore, fondò l'etichetta nel 1959. Dal 1961 al 1971, l'etichetta produsse non meno di 110 successi da Top 10 nelle classifiche di Billboard. Lo stile compositivo di Gordy e del suo team (Holland, Dozier e Holland) divennero il "suono  Motown": un beat energico, canzoni pop-R&B da tre accordi che spesso usufruivano di una sezione fiati, e stili vocali con le radici nelle tradizioni del   soul e Doo-Wop. Come i Doo-Woppers, i gruppi della Motown erano composti da soli cantanti, e la scuola dell'etichetta insegnava loro come comportarsi da stars. L'influenza della Motown si estendeva ben oltre l'ambito musicale. Essendo la più grande etichetta discografica diretta da gente di colore nel Paese, era all'avanguardia nelle dimensioni culturali ed economiche del movimento per i diritti civili.