Alternative/Punk
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Dagli Stooges (anno di nascita: 1969) agli artigiani del rumore urbano Sonic Youth, dalla new wave post-elettronica dei New Order al pioniere del cantautorato pot-moderno Beck: tutto questo è “indie” o “alternativo”. Ma alternativo a che cosa? Buona domanda. Una volta si sarebbe detto “alternativo a Mtv”, “alternativo ai dischi delle major discografiche”. Non fosse che oggi la maggior parte dell’indie passa ormai regolarmente su Mtv, ed è pubblicato dalle stesse etichette per cui escono Madonna e Michael Jackson... Diciamo allora che “alternative” è principalmente una disposizione d’animo, un modo di approcciare - sanamente “critico” - il proprio rapporto con i consumi culturali: la musica quindi, ma anche il cinema, la letteratura, i fumetti. Tutti mondi che spesso collidono tra loro, o si incrociano tra loro, o condividono determinate sensibilità. Dalla mostra delle atrocità “artsy” dei padri fondatori Velvet Underground, al poderoso rock’n’roll “ballardiano” dei Joy Division, al revival fortemente emotivo dei Nirvana e della scuola “grunge” (l’affacciarsi nelle classifiche di vendita ufficiale di “Nevermind” nel 1992 è condsiderato da molti l’atto di nascita della scena “alternative”): tutto questo è altrenativo, tutto questo continua la tradizione di rottura - ma una rottura che flirta sempre con l’industria - inaugurata dal punk nel 1977.




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