Ray Charles

Se il rock’n’roll ha un padre nella generazione di musicisti immediatamente precedente a quella che il rock’n’roll lo ha effettivamente suonato, questo padre non potrebbe che essere Ray Charles. Inferno e paradiso si combattevano nella sua musica e tra i tasti del suo pianoforte, in un armonioso incontro-scontro tra gospel, rhythm’n’blues e country che avrebbe profondamente indirizzato le successive evoluzione del soul, dell’hard bop e - come detto - del rock’n’roll. I suoi primi lavori furono senza dubbio influenzati dal trio di Nat “King” Cole e dal blues per piano di Charles Brown, ma Ray Charles seppe combinare il loro stile sofisticato con l’immediatezza dell’r’n’b e la comunicativa del gospel per creare il suo inconfondibile sound: piano percussivo e “vocals” a metà tra un classico crooner e un predicarore infiammato dalla fede.
Poco prima della sua morte, avvenuta nel giugno del 2004, Charles ebbe il tempo di completare una serie di duetti con “fan” eccellenti quali Norah Jones, Willie Nelson ed Elton John: il che dà un’idea abbastanza completa di quanto fosse estesa ed inter-generazionale la sua influenza. Una curiosità: la sua celeberrima versione di “Georgia on my Mind” è stata scelta dallo stato americano della Georgia come proprio inno nazionale!
Poco prima della sua morte, avvenuta nel giugno del 2004, Charles ebbe il tempo di completare una serie di duetti con “fan” eccellenti quali Norah Jones, Willie Nelson ed Elton John: il che dà un’idea abbastanza completa di quanto fosse estesa ed inter-generazionale la sua influenza. Una curiosità: la sua celeberrima versione di “Georgia on my Mind” è stata scelta dallo stato americano della Georgia come proprio inno nazionale!
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Artista
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Città
Albany
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