Parliament

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The Parliament, ovvero il quintetto originale di George Clinton, formato nel 1955 come un gruppo doo-woop sul modello di Frankie Lymon & the Teenagers (di enorme successo in quel momento). Autori di soli due singoli nell’arco di dieci anni, i Parliament sarebbero stati destinati ad una seconda vita (senza più il “The” nel nome) dopo il trasferimento di Clinton a Detroit e la sua devozione al funk. Fu così nel 1967 arrivò anche il loro primo successo - “(I Wanna) Testify” - e con quello anche un lungo strascico di problemi legali con l’etichetta discografica che lo fece uscire: questa la ragione per cui Clinton cambiò rapidamente il nome della band in Funkadelic, iniziando insieme a loro la più straordinaria, visionaria e colorata saga che il funk (o P-Funk, come lo definiva lui) abbia mai conosciuto. Quando al principio del decennio Settanta il nome Parliament fu finalmente libero da qualunque lacciuolo legale, Clinton decise di utilizzare entrambi i nomi - Funkadelic e Parliament - a seconda dei casi, senza una precisa logica, confondendo piacevolmente fan e collezionisti, per i quali le due band diventarono una sorta di unico collettivo inscindibile. Un collettivo che aveva nelle sue fila nomi di altissimo lignaggio quali Bootsy Collins, Maceo Parker e Fred Wesley - tutti quanti, in un momento o l’altro della loro carriera, passati per la band di James Brown. Funk al suo più alto livello, ma per davvero.

fdl


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