Nato nel 1938 e scomparso nel 1997, il nigeriano Fela Anikulapo Kuti è stato uno dei musicisti più importanti della scena africana negli ultimi decenni. Noto anche con lo pseudonimo The Black President, oltre ad essere attivista per i diritti umani, ha letteralmente inventato il genere oggi noto come afrobeat e lasciato una fortissima influenza sulla musica internazionale degli ultimi anni. Diplomatosi a Londra come trombettista, durante la permanenza in Inghilterra Fela forma un primo gruppo musicale chiamato Koola Lobitos. Verso la fine degli anni '60 il viaggio negli Stati Uniti, dove rimane affascinato dai movimenti afroamericani come il Black Panther Party. Tornato in Nigeria, Fela fonda nel 1970 assieme al suo gruppo, rinominato "Africa 70", la Repubblica di Kalakuta, cioè una sorta di comune, con studio di registrazione e casa per tutti coloro che nel frattempo avevano cominciato a ruotare attorno alla sua figura. Le istituzioni nigeriane non gradiscono la sua indipendenza, che viene seriamente minacciata dopo l'uscita dell'album "Zombie", a seguito del quale nel '77 il governo  attacca la comune attraverso l'esercito e causando la morte di numerose persone tra cui la madre di Fela. Al matrimonio con 27 donne (!) nel '78, segue l'ingresso nella politica attiva con il partito  "Nigerian Movement of the People". La sua band poi cambia nuovamente nome e diviene Egypt '80. Tra le esperienze più importanti della sua carriera, la partecipazione nell'86 al concerto di beneficenza per Amnesty International "Conspiracy of Hope" insieme a Bono, Carlos Santana e i Neville Brothers.
Il 2 agosto del 1997 viene annunciata a Lagos la sua morte, causata dall'AIDS.
Suo figlio Femi Kuti seguirà poi con profitto la sua lezione di musicista ed attivista.

Giorgio Valletta


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