Diana Krall

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Bambina prodigio se una ce n’è - a quattro anni già suonava il pianoforte - Diana Krall è figura di riferimento per quel genere indefinibile che sta tra il jazz meno avventuroso, il pop più intellettualmente adulto e la musica classica meno legata al passato. “Musica per giovani professionisti urbani” sintetizzerebbe qualcuno, ed è sicuramente così. Musica raffinata - ma altempo stesso ottima come sottofondo - che non stonerebbe in certi salotti descritti dallo scrittore Bret Easton Ellis. Il matrimonio con la popstar Elvis Costello, nel 2003, convincerà Krall a cimentarsi anche con stilemi più vicini al pop tradizionalmente inteso: nell’album “The Girl in the Other Room” del 2004, ad esempio, fa capolino anche una sua rilettura di un brano di Tom Waits, “Temptation”. Dopo il buon "From This Moment On" (2006), nel 2009 è il momento di "Quiet Nights", che sfoggia un repertorio in grado di spaziare da Jobim a Cole Porter, dai Bee Gees a Rodgers & Hart

fdl, Giorgio Valletta


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